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Crisi sanitaria legata al Covid-19: quali sono gli effetti sul diritto del lavoro?
2 Aprile 2020

Ultimo aggiornamento: 30 marzo 2020

Ad integrazione del decreto legge, emanato dal governo francese il 23 marzo 2020 per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 (Legge n°220-290), il 25 marzo 2020 sono state adottate 25 ordinanze e un nuovo decreto relativo all’activité partielle (i.e. cassa integrazione) pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale (Journal Officiel) della Repubblica francese il 26 marzo 2020.

Il 27 marzo 2020, è stata emessa una nuova ordinanza (n°2020-346), pubblicata sul Journal Officiel il 28 marzo 2020.

Le ordinanze e il decreto in questione hanno delle ripercussioni importanti su numerosi settori, tra cui in particolare quello del diritto del lavoro.

 (1)    Sull’activité partielle (decreto n°2020-325 relativo alla riduzione dell’attività lavorativa delle aziende e ordinanza n° 2020-346)

(1.1)  Decreto n°2020-325 del 25 marzo 2020

Importante: al contrario di quanto avevamo potuto pensare inizialmente, queste modifiche, introdotte in un contesto eccezionale, non avranno un’applicazione limitata nel tempo e il dispositivo francese dell’activité partielle risulta quindi modificato in modo permanente.

Peraltro, queste disposizioni sono applicabili a tutti i datori di lavoro, e non solo a quelli che hanno dovuto far fronte alla chiusura dei propri stabilimenti.

Tali disposizioni si applicano alle richieste iniziali o di proroga dell’indennità, presentate a decorrere dal 26 marzo 2020, per porre i dipendenti in regime di activité partielle a partire dal 1° marzo 2020.

         L’articolo R 5122-2 del Codice del lavoro francese ha subito delle modifiche. Pertanto, in caso di sinistro o intemperie di carattere eccezionale, o in caso di circostanze straordinarie (3° e 5° punto dell’articolo R. 5122-1), è possibile richiedere il parere (avis) del CSE (comitato dei rappresentanti del personale) successivamente alla richiesta di fruizione del regime di activité partielle e trasmetterlo entro 2 mesi a decorrere dalla presentazione della richiesta.

         Dalla nuova versione di questo articolo si evince, inoltre, che qualora l’azienda disponga di un CSE, quest’ultimo dovrà essere consultato e occorrerà allegare il suo parere alla richiesta di autorizzazione.

         Peraltro, la deroga che permette di presentare la richiesta di fruizione del regime di activité partielle nel termine di 30 giorni, a partire dall’avvio del trattamento dell’activité partielle per i dipendenti, è estesa. Se, inizialmente, riguardava unicamente i casi di sinistri o di intemperie di carattere eccezionale, a partire da ora, tale deroga concerne anche i casi di circostanze straordinarie (e di conseguenza l’attuale epidemia di Covid-19).

         Attenzione: ciò significa che, per poter beneficiare di queste deroghe (parere del CSE ottenuto successivamente alla richiesta e richiesta presentata dopo l’avvio del trattamento dell’activité partielle per i dipendenti) alla luce della situazione attuale, occorre selezionare l’opzione “circonstances de caractère exceptionnel” (circostanze di carattere eccezionale) e, in funzione della situazione della propria azienda, giustificare che tali circostanze hanno provocato un calo dell’attività (cf. immagine riprodotta di seguito).

         I dipendenti soggetti a un forfait annuale della durata del lavoro, calcolato in giorni o ore, possono oramai beneficiare del dispositivo di activité partielle nel caso in qui l’azienda applichi una riduzione dell’orario di lavoro. Ad oggi, non sappiamo, dunque, come sarà calcolata l’indennità di activité partielle dei dipendenti che usufruiscono del forfait-jour, per i quali la durata del lavoro non è detratta in ore, ma in giorni…

         La durata massima del regime di activité partielle iniziale passa da 6 a 12 mesi, con possibilità di una proroga.

         Il tasso orario dell’indennità legata al regime di activité partielle è stato aumentato, passando al 70 % della retribuzione oraria lorda, nel limite di 4,5 volte lo SMIC (minimo salariale orario lordo) e non può essere inferiore a 8,03 € all’ora. La quota di finanziamento del regime di activité partielle da parte dello Stato è quindi ampiamente aumentata.

         Delle informazioni supplementari dovranno essere inserite in busta paga. In caso di activité partielle, occorrerà, dunque, indicare il numero di ore per cui è versata l’indennità, il tasso applicato per il calcolo dell’indennità e le somme versate al dipendente relativamente al periodo considerato.

         Un unico provvedimento ha una durata limitata: fino al 31 dicembre 2020, il termine, entro il quale la non-risposta dell’amministrazione equivale ad un’accettazione della richiesta di activité partielle, passa da 15 a 2 giorni.

         Infine, contrariamente a quanto annunciato dal Governo, il decreto del 25 marzo 2020 non ha introdotto alcuna estensione del dispositivo di activité partielle a beneficio dei lavoratori a domicilio, dei baby-sitter o dei lavoratori autonomi.

(1.2)  Ordinanza n°2020-346 del 27 marzo 2020

         Il decreto del 25 marzo è stato completato da un’ordinanza che prevede, contrariamente a quanto prescritto dal decreto, delle modifiche temporanee, valide fino a una data che sarà definita dal decreto e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2020.

         Una delle principali integrazioni di questa ordinanza è l’apertura del dispositivo di activité partielle ai lavoratori a domicilio e a coloro che offrono servizi di baby-sitting. I privati, che si avvalgono di personale che svolge servizi domiciliari, sono esonerati dall’obbligo di disporre di un’autorizzazione amministrativa.

         L’indennità oraria che sarà versata corrisponde, dunque, all’80% della retribuzione netta prevista dal contratto e non può essere inferiore al minimo salariale netto previsto dalla convenzione collettiva nazionale. Tale indennità è sovvenzionata integralmente dallo Stato.

         I lavoratori a domicilio e coloro che svolgono attività di baby-sitting dovranno fornire al proprio datore di lavoro una dichiarazione sull’onore, che attesti che il lavoro non è stato svolto durante le ore che danno luogo all’indennità.

         Altra modifica importante: l’ordinanza prevede che “Il regime di activité partielle è imposto al salarié protégé[1] ai sensi delle disposizioni del titolo II del libro IV del Codice del lavoro, senza che il datore di lavoro abbia bisogno del suo accordo, nel caso in cui tale regime si applica a tutti i dipendenti dell’azienda, dello stabilimento, del servizio o della fabbrica, a cui è assegnato il dipendente in questione.”

Peraltro, le indennità del regime di activité partielle, che sono versate a tutti quei dipendenti che non rientrano nella categoria dei lavoratori a domicilio e del personale che svolge servizi di baby-sitting (assistants maternels), così come le indennità complementari versate dal datore di lavoro in applicazione di un accordo collettivo o di una decisione unilaterale, sono soggette alla CSG[2] secondo un tasso del 6,2 %.

         Quest’ordinanza fornisce anche delle precisazioni relative all’attività di diverse categorie di dipendenti, in particolare:

  • definisce le modalità di calcolo dell’activité partielle per i dipendenti la cui durata del lavoro varia sulla base di un accordo sull’articolazione dell’orario di lavoro;
  • precisa che, per i dipendenti part-time, il tasso orario dell’indennità dell’activité partielle non può essere inferiore allo SMIC;
  • apporta delucidazioni in merito all’attività dei dipendenti in apprendistato o legati da un contratto di inserimento[3];
  • definisce le modalità di calcolo dell’activité partielle per i dipendenti soggetti a un forfait annuale calcolato in giorni;
  • conferma che i dipendenti, che occupano posizioni di cadres-dirigeants, sono idonei al regime di activité partielle; tuttavia, le modalità di calcolo dell’indennità e della sua assegnazione sono determinate dal decreto.

         L’ordinanza puntualizza, infine, che i dipendenti assunti da un’azienda, che non dispone di stabilimenti in Francia, possono essere posti in regime di activité partielle e beneficiare, in questo modo, dell’indennità prevista, quando il datore di lavoro è tenuto, per questi dipendenti, al versamento di contributi sociali di origine legale o convenzionale e al rispetto di obblighi in materia di assicurazione contro il rischio di disoccupazione, conformemente alla legislazione francese.

(1.3)  Schema riassuntivo del Ministero del lavoro

         Il Ministero del lavoro francese ha pubblicato uno schema riassuntivo dei criteri d’idoneità delle aziende al regime di activité partielle.

 

(2)     Fruizione delle ferie e dei giorni di riposo retribuiti (RTT)[4] (ordinanza n°2020-323)

         Un accordo aziendale o, in alternativa, un accordo settoriale (accord de branche)[5] può determinare le condizioni nelle quali il datore di lavoro è autorizzato a forzare il dipendente a prendere delle ferie retribuite o a cambiare eventuali giorni di ferie già fissati, nel limite di 6 giorni di ferie e a condizione di rispettare un preavviso di almeno 1 jour franc (giorno lavorativo completo, senza tenere conto della data in cui è avvenuta la comunicazione).

         Il datore di lavoro può, analogamente, imporre ai propri dipendenti di prendere dei giorni di riposo – i cosiddetti RTT, giorni di CET[6], ecc – in delle date da lui stesso determinate, a condizione che venga rispettato il preavviso di almeno 1 jour franc, e modificare in questo modo, con decisione unilaterale, le date dei giorni di riposo, nel limite massimo di 10 giorni. A tal fine, non è richiesto alcun accordo aziendale o settoriale.

         Se la bozza di ordinanza indicava che questi giorni di ferie retribuite e di riposo corrispondevano a dei giorni feriali, il decreto non precisa se si tratta di giorni feriali o lavorativi. Supponiamo, dunque, che si tratti di giorni feriali.

         Le ferie retribuite e/o i giorni di riposo possono esseri imposti dal datore di lavoro per il periodo che si conclude il 31 dicembre 2020.

(3)     Le deroghe alla durata del lavoro (ordinanza n°2020-323)

         Nelle aziende operanti nei settori di attività particolarmente necessari alla sicurezza nazionale e alla continuità della vita economica e sociale (che saranno definiti dal decreto nei prossimi giorni):

  • la durata del lavoro quotidiano può essere aumentata fino a un massimo di 12 ore (analogamente per i lavoratori delle ore notturne, con riserva di un riposo compensativo);
  • la durata del riposo quotidiano può essere ridotta fino a 9 ore consecutive, con riserva di un riposo compensativo;
  • la durata del lavoro settimanale può essere aumentata fino a un massimo di 60 ore;
  • la durata del lavoro settimanale, calcolata su un periodo di 12 settimane consecutive, può essere aumentata fino a 48 ore.

         Il datore di lavoro che usufruisce almeno di una di queste deroghe deve informare, immediatamente e con qualsiasi mezzo, il CSE e la DIRECCTE (ispettorato del lavoro). Queste deroghe sono autorizzate fino al 31 dicembre 2020.

         Le aziende, operanti nei settori di attività particolarmente necessari alla sicurezza nazionale e alla continuità della vita economica e sociale, possono anche derogare alla regola del riposo domenicale, assegnando ai propri dipendenti il riposo settimanale a turno.

 (4)    Premi di incentivazione e di partecipazione (primes d’intéressement et de participation)[7] (ordinanza n°2020-322)

         La data limite prevista per il versamento o l’assegnazione dei premi su un piano di risparmio aziendale è posticipata al 31 dicembre 2020.

[1] La categoria dei salariés protégés, letteralmente “dipendenti protetti”, definita dal Codice del lavoro francese, comprende tutti quei dipendenti che ricoprono dei ruoli di rappresentanza (e.g. sindacale) all’interno di un’azienda e che godono, per questo motivo, di una protezione particolare contro il licenziamento.

[2] La CSG (contribution sociale généralisée), letteralmente “contributi sociali generalizzati”, designa un’imposta applicata sui redditi delle persone residenti in Francia e destinata a contribuire al finanziamento del sistema  di previdenza sociale francese.

[3] Più precisamente, si fa riferimento, in questo caso, al cosiddetto contrat de professionnalisation, che prevede l’alternanza di periodi di lavoro in azienda a periodi di formazione teorica dispensata da appositi centri di formazione o dall’azienda stessa.

[4] RTT, letteralmente “riduzione della durata del lavoro”, designa un dispositivo del governo francese che permette di assegnare, sulla base di una convenzione o di un accordo aziendale, delle giornate o mezze giornate di riposo ai dipendenti soggetti a una durata del lavoro superiore a 35 ore su base settimanale.

[5] L’accord de branche indica una convenzione collettiva sottoscritta dai rappresentanti dell’azienda e una o più organizzazioni sindacali all’interno di un settore professionale, allo scopo di definire le regole inerenti a una determinata attività professionale.

[6] Sistema che permette al dipendente di accumulare giorni di ferie retribuite o di beneficiare di una retribuzione a fronte dei periodi di ferie o di riposo non goduti.

[7] La prime d’intéressement indica un bonus versato al dipendente sulla base dei risultati e degli obiettivi raggiunti dall’azienda, mentre la prime de participation, dispositivo obbligatorio nelle aziende che contano più di 50 dipendenti, è un bonus versato al dipendente come quota di partecipazione ai benefici dell’azienda.

Uwe Augustin SOCIO

Alessandro Bianco Collaboratore

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